C’è un’altra coincidenza strana. Un luogo caro nei miei ricordi è l’Abbazia di Sant’Antimo, vicino Montalcino in provincia di Siena. La Comunità santimoche ci vive si riunisce in chiesa sette volte al giorno per pregare con il canto gregoriano ma, al di fuori delle funzioni, l’Abbazia è meta di visite per la storia, il Romanico e la spiritualità del luogo. Da alcuni anni vado ad aiutare gli amici frati nella raccolta delle olive. C’ero anche lo scorso novembre.
Entrando nella chiesa, a sinistra, c’è il posto di Guido, il custode cileno, che si occupa anche della vendita di libri e cartoline ricordo. Ero a salutarlo, e tra i libri in vendita mi attira uno in particolare, intitolato “Santiago di Compostella, oltre e tutto” scritto da un frate della Comunità, p. Jean-Charles Leroy, proprio il Giancarlo insieme al quale avevo raccolto le olive durante la mattinata, sospesi in alto, in bilico tra i rami degli antichi ulivi che circondano l’Abbazia. Un altro segno? Sicuramente un altro libro da leggere per capire il Camino.
Occorre ricordare la vicinanza dell’Abbazia alla Via Francigena (o Franchigena) che l’ha resa popolare nel Medioevo, e che viene nuovamente percorsa da Canterbury in Inghilterra fino a Roma.