Altro giorno freddo, freddo e umido. La pioggerellina in uscita da Carrión è allegerita da un gruppo di giovani che mi sorpassa cantando a squarciagola e a grandi passi allegri si Singing fellowsallontana. La tosse continua, però il petto ha smesso di bruciare (buon segno). Ancora una giornata di cammino sulla meseta infinita, a ca. 800m di altitudine, con una lunga tappa iniziale monotona fino a Calzadilla de la Cueza, poi attraverso Ledigos arrivo a Terradillos molto stanco. L’albergue è accogliente, ma dove mangiamo tutti fumano, compresi parecchi pellegrini, e la cosa mi stronca.

Stone mazeRiesco a utilizzare il servizio di lavaggio e asciugatura, e poco prima di cena ci riportano tutto asciutto ma in un mucchio unico, per cui ad ogni pellegrino tocca riprendere attentamente la sua roba. Alla fine dopo il controllo mi manca ancora una mutanda, è caduta dietro il mobiletto e la recupero. Non sia mai la perdo, sono solo tre in tutto, ne ho in mano due più quella addosso.

Faccio nuove conoscenze, Marco di Torino, il caro Marcos, spagnolo, col suo cappello di paglia e la chitarra, Pete che mi fa subito sapere di essere membro della confraternita inglese di Santiago e David, di Jersey. Alcune diventeranno preziosi compagni di cammino. Calzadilla de la CuezaDormiamo tra partizioni di cartone o poco più e il concerto di russamenti, nonostante i soliti tappi per le orecchie, si spegne solo per la stanchezza.

La mattina Pete è il primo a essere pronto a partire, veloce sveglio e preciso, attende l’amico David e partono a razzo, dimenticandosi 2 magliette sul radiatore. So dove si fermeranno, e così mi tocca infilarle nello zaino, insieme al berretto di Manuel trovato sul sentiero. Sto facendo collezione… Ma avanti troverò David, e ci penserà lui a farle avere a Pete.