Calzadilla hospitaleroCalzadilla paintings 1La mattina mi attardo, il pensiero del freddo che mi aspetta fuori mi rende lento. Se ne vanno tutti e rimango ancora un pochino, mentre l’hospitalero è a qualche tavolo accanto. Col mio spagnolo smozzicato scambio qualche frase, e scopro che è pittore, i quadri appesi sulle pareti intorno li ha dipinti lui. Sono di un buon livello naif, e mi fanno pensare agli antichi lavori dei campi e dei tempi Calzadilla pictures 2Calzadilla pictures 3andati. Mi spiega infatti che i contadini ritratti nei campi sono i suoi nonni e suo padre. Assaporo le pennellate ad olio, i colori caldi, i dettagli delle cornici in legno, del grosso pane tondo sulla mensola del camino e penso che, a volte, la fretta di buttarci sul sentiero ci fa sorvolare sui luoghi, le persone e le storie che ci scorrono accanto. Mi ricordo dei trekking in Dolomiti fatti col gruppo di montagna, Meseta misty greenMeseta sunny plowede di come certi giorni si arrivava al rifugio senza quasi aver ammirato la natura attraversata. Come è breve il tempo, e quanto tagliamo via, per le scelte che facciamo. Ed è per questo che tutti gli amici pellegrini mi hanno detto, prima di partire, di prendere tutto il tempo che volevo, da pensionato quale sono, e avevano ragione.

E’ un altro giorno di camminata solitaria, nella nebbia e nella vastità della meseta. I grandi campi si alternano, ora verdi del grano tenero che appena cresce, Meseta sheepSoo Jae in Mansillaora ancora arati e ocra. Il vento freddo, più o meno continuo, mi ricorda che sono ancora a più di 800m di altitudine. Avvicinamento lento e lungo alla ferrovia sulla sinistra, che sfioro appena, poi attraverso Reliegos e decido di scendere verso Mansilla dove, all’albergue, incontro di nuovo Soo Jae l’amico coreano che si è riunito con i suoi amici di comitiva.